Neurologia
Effetti neuro-comportamentali dosaggio-relativi nell’uso cronico di cocaina PDF Stampa E-mail
Scritto da equipe   
Martedì 30 Giugno 2009 16:09

Karen I. Bolla, Ph.D., Richard Rothman, M.D. Ph.D. and Jean Lud Cadet, M.D.

Received February 2, 1998; revised March 25, 1998; accepted June 10, 1998. From the Department of Neurology, Johns Hopkins University School of Medicine, Hopkins Bayview Research Campus, and Molecular Neuropsychiatry and Clinical Psychopharmacology Sections, National Institutes of Health/National Institute on Drug Abuse-IRP, Baltimore, Maryland. Address correspondence to Dr. Bolla, Johns Hopkins Bayview Medical Center, Department of Neurology, 4940 Eastern Ave., Baltimore, MD 21224 or to Dr. Cadet, Molecular Neuropsychiatry Section, NIDA-IRP, 5500 Nathan Shock Drive, Baltimore, MD 21224.

Sebbene l’uso di cocaina sia un problema significativo della salute pubblica, c’è scarsità di dati scientifici sugli effetti neuro-comportamentali a lungo termine. Questo studio ha esaminato l’associazione dose-correlata tra l’uso cronico di cocaina e la performance neuro-comportamentale. Una batteria di test neuropsicologici è stata somministrata a 30 abusatori cronici di cocaina astinenti e a 21 soggetti non abusatori di droga selezionati per età, formazione scolastica, e intelligenza. Dopo aver controllato l’età, l’educazione, e le abilità intellettuali, l'uso maggiore di cocaina (grammi per settimana) è stato  associato a un maggiore decremento nei test che misuravano il funzionamento esecutivo, visuopercettivo, velocità psicomotoria e destrezza manuale. Questi risultati suggeriscono che l’uso cronico di cocaina è associato a un decremento persistente della funzione cognitiva, maggiormente pronunciato nei grandi consumatori.  La conoscenza di specifici deficit cognitivo-processuali nei consumatori cronici di cocaina potrebbe essere utile per stabilire il programma di trattamento farmacologico individuale.

Neuropsychiatry Clin Neurosci 11:361-369, Agosto 1999
© 1999
American Psychiatric Press, Inc.

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Agosto 2009 14:46
 
Risonanza magnetica funzionale nel craving da cocaina PDF Stampa E-mail
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Martedì 30 Giugno 2009 16:06

Bruce E. Wexler, M.D., Christopher H. Gottschalk, M.D., Robert K. Fulbright, M.D., Isak Prohovnik, Ph.D., Cheryl M. Lacadie, M.A., Bruce J. Rounsaville, M.D., and John C. Gore, Ph.D.

Obiettivo: l’identificazione dell’attività cerebrale associata con il craving è importante per comprendere la neurobiologia della dipendenza.

Metodo: l’attività cerebrale è stata misurata nei soggetti sani e nei soggetti dipendenti da cocaina tramite risonanza magnetica funzionale mentre i soggetti guardavano filmati strutturati per elicitare emozioni felici, tristi o il desiderio di usare cocaina. I soggetti hanno indicato l’inizio del craving o della risposta emozionale, permettendo il confronto dei gruppi prima e dopo tali sentimenti.

Risultati: è risultata evidente una robusta attivazione del giro del cingolo anteriore nei pazienti che guardavano filmati relativi alla cocaina ma non nei pazienti che guardavano filmati relativi a sentimenti di felicità, tristezza o in soggetti non abusatori in ogni condizione. L’attivazione del giro del cingolo anteriore precedeva la comunicazione d’inizio del craving ed era evidente nei pazienti che non hanno riferito craving. D’altra parte, i pazienti mostravano meno attivazione nelle aree dei lobi frontali rispetto ai soggetti non abusanti durante la proiezione dei filmati centrati sulla cocaina. Dopo aver riferito l’inizio del craving, i soggetti dipendenti da cocaina mostrarono una maggiore attività dei soggetti non abusatori nelle regioni che erano più attive (nei soggetti non utilizzatori) quando guardavano filmati tristi rispetto a quando guardavano filmati felici, suggerendo un collegamento fisiologico tra risposte a stimoli relativi alla cocaina e normali stati disforici. Aspetti dinamici delle attivazioni delle regioni cerebrali, ma non la locazione delle attivazioni, erano anormali nei soggetti dipendenti da cocaina che gurdavano video tristi, suggerendo una più generale disregolazione affettiva. I pazienti mostrarono una più bassa attivazione delle aree sensoriali durante la visione iniziale di tutti i filmati, suggerendo un’alterazione generalizzata nella neuro-responsività.

Conclusioni: Gli stimoli riferiti alla cocaina portano a una attivazione anormale del giro del cingolo superiore e del basso lobo frontale nei soggetti dipendenti da cocaina. I soggetti dipendenti inoltre mostrano più anormalie generali nell’attivazione cerebrale legata alle emozioni.

Am J Psychiatry 158:86-95, gen. 2001
© 2001
American Psychiatric Association

 

 

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