|
Qual'è il ruolo dei genitori nello sviluppo della dipendenza da cocaina in un figlio o una figlia? Questa domanda è assai delicata e più di altre perniciosa sia per le possibili manipolazioni e recriminazioni all'interno del nucleo famigliare, sia per la facile clamorosità a livello mediatico. "E' tutta colpa tua", "tu mi farai morire", sono affermazioni, come altre dello stesso ordine, che si sentono spesso nell'ascolto clinico. Viceversa i senso di colpa può rovinare un'intera esistenza: "dottore sono io la causa del male di mio figlio?", "ho sbagliato tutto?". Nel 2001 è stato pubblicato da Pinhiero RT, Sousa PL, Da Silva RA, Horta BL, De Souza RM, Fleming M, uno studio molto importante sui processi di identificazione tra adolescenti cocainomani ed i loro genitori. Sono state studiate 134 triadi familiari (padre-madre-figlio), suddiviso in due gruppi di 67 triadi, di cui un gruppo avente come “figlio” un adolescente di sesso maschile dipendente da cocaina e l’altro, di uguale numero, come gruppo di controllo abbinato per età e status socio-economico. Lo strumento impiegato era il test di Rorschach (1992), limitato nell’applicazione della Scala sulle Difese Lerner (LDS; Lerner & Lerner, 1980). Le conclusioni nelle triadi abusatrici hanno mostrato coerenza statistica per la presenza di intensi processi di identificazione patologici, specialmente tra padre e figlio, segno dell’importanza della presenza di disturbi della funzione paterna nello sviluppo della dipendenza da cocaina. L’utilizzo di meccanismi di difesa molto regressivi, soprattutto l’identificazione proiettiva, è la modalità predominante della procedura in triadi con un figlio dipendente. Da tale studio si sono sviluppati in questo decennio numerosi approfondimenti che depongono a favore del dare una particolare attenzione alle dinamiche famigliari (ovvero alla relazione tra il cocainomane e i propri caregivers). Tali dati confermano l’importanza straordinaria dei ruoli di Padre, di Madre, di Figlio o Figlia e di come il miglioramento del proprio ruolo possa contribuire al miglioramento del benessere degli altri soggetti interessati. A cura dei Dott.ri Paolo Giovannelli, psichiatra, e Valeria Spagnuolo, psicologa.
|