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Scritto da Alessandro Pace
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Martedì 12 Aprile 2011 14:51 |
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In un recente articolo alcuni ricercatori del Dipartimento di Farmacologia della Federal University di Minas Gerais (Moreira e Wotjak, 2010) hanno evidenziato come i composti cannabinoidi esplichino la loro azione soprattutto attraverso l'attivazione dei recettori cerebrali cannabinoidi di tipo 1 (CB1), con modalità differenti in base al quantitativo assunto. In generale bassi dosaggi tendono a produrre effetti ansiolitico-simili, mentre dosi elevate causano effetti opposti di attivazione dell'ansia. Il blocco farmacologico o la delezione genetica dei recettori dei cannabinoidi CB1, a loro volta, esercitano in primo luogo effetti ansiogeni e difficoltà nell’estinzione dei ricordi spiacevoli. Ciò sembra confermare la teoria in base alla quale gli utilizzatori di cannabis spesso si avvicinino alla sostanza con finalità auto-medicamentose, attratti dall'iniziale effetto ansiolitico, per poi produrre inconsapevolmente un progressivo incremento della sintomatologia ansiosa, determinando talvolta l'instaurasi di un disturbo da attacchi di panico. Moreira FA, Wotjak CT., Cannabinoids and anxiety. Curr Top Behav Neurosci. 2010;2:429-50.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Aprile 2011 09:19 |