Cocaina News
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Effetti della clozapina sulla sensibilizzazione comportamentale indotta dalla cocaina. |
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Scritto da Paolo Giovannelli
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Domenica 13 Dicembre 2009 22:07 |
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Park HJ, Cui FJ, Hwang JY, Kang UG. Department of Psychiatry and Behavioral Science, Seoul National University College of Medicine, 28 Yongon-Dong, Chongno-Gu, Seoul 110-799, Republic of Korea. Usando topi sensibilizzati alla cocaina come modello di psicosi, questo studio ha valutato se il trattamento subcronico con clozapina possa influenzare lo stato “sensibilizzato” degli animali e ha esaminato i concomitanti cambiamenti molecolari nel cervello. Per indurre lo stato di sensibilizzazione, topi “ICR” (n = 44) sono stati trattati con cocaina per 5 giorni. Dopo 7 giorni dalla sospensione della somministrazione, la sensibilizzazione è stata confermata da una stimolazione con cocaina. Poi, gli animali sensibilizzati sono stati trattati con clozapina per 5 giorni e stimolati nuovamente con cocaina. Ventiquattro ore dopo l’ultima stimolazione è stata rimossa la corteccia frontale dai topi (n = 16) ed è stato studiato lo stato di fosforilazione di alcune molecole chiave. I topi sensibilizzati che avevano ricevuto il trattamento subcronico con clozapina hanno mostrato minore attività locomotoria, con un livello di attività simile a quella dei topi non sensibilizzati. Tuttavia, la clozapina non influenza direttamente l'effetto stimolante della cocaina. La Clozapina ha invertito anche alcuni cambiamenti biochimici indotti dalla sensibilizzazione, tra i quali un aumento della fosforilazione di GSK-3beta e di CREB, nella corteccia frontale. Il trattamento subcronico con clozapina apparentemente desensibilizza i topi sensibilizzati. L'effetto a lungo termine della clozapina sulla sensibilizzazione indotta dalla cocaina può essere correlata all'effetto terapeutico del farmaco come agente antipsicotico. Psychiatry Research 2009 Dec 3; PMID: 19962768. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 15 Dicembre 2009 10:28 |
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Scritto da Paolo Giovannelli
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Lunedì 16 Novembre 2009 19:29 |
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I dati recentemente divulgati dall’Osservatorio di Bruxelles rivelano che l’Italia è tra i 5 paesi che “consumano” più cocaina in Europa, insieme a Spagna, Gran Bretagna, Danimarca ed Irlanda. In termini percentuali i consumatori di cocaina in Italia sono il doppio rispetto alla media UE. |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Novembre 2009 19:42 |
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Intervento di Furio Ravera sul Corriere della Sera |
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Scritto da equipe
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Domenica 08 Novembre 2009 12:24 |
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CORRIERE DELLA SERA sabato 7 novembre 2009 SE LA COCAINA INQUINA POLITICA ED ECONOMIA Come si concilia un Parlamento frequentato da un certo numero di cocainomani con la lotta al traffico della droga e alla criminalità? E come si concilia la difesa della legalità con il fatto che ogni persona che compra droga “sponsorizza” e alimenta un mercato illecito e da questo può essere ricattato? Molti cittadini si fanno queste domande davanti agli allarmi (inascoltati) e alle notizie che leggono sui giornali in questi giorni. C’è in giro un fiume di cocaina che rischia di inquinare la nostra vita, i rapporti sociali e la scala dei valori di una società. Se un politico diventa un irresponsabile, per ragioni neurologiche sottili determinate dall’uso della cocaina, ci sono molte ragioni per essere preoccupati. Non si può parlare di fatto privato. Gli effetti riguardano noi tutti. Lo scandalo che ha travolto il presidente della regione Lazio dimostra che sotto l’effetto della cocaina una persona cessa di preoccuparsi delle conseguenze delle proprie azioni, commettendo imprudenze che danneggiano se stessi e il ruolo o la professione che esercitano, con conseguenze anche sul prossimo. La cocaina altera le condizioni fisiologiche del cervello: nel lavoro clinico abbiamo verificato come il cocainomane si allontana progressivamente dalle acquisizioni della civiltà in termini di comportamenti e responsabilità. La trasgressione sessuale è una di queste: il livello di disinibizione provocato dalla cocaina porta i consumatori a desideri sempre più estremi ed eccitanti, che per la liberazione di tratti sessuali primitivi e polimorfi conduce alla frequentazione dei transessuali- con i quali tutto si immagina possibile- perché incarnano la violazione di tutti i limiti e delle differenze.Se pensiamo alle varie attività umane e immaginiamo il peso che nel buon svolgimento di queste attività ha la capacità di essere responsabili, prudenti e non impulsivi, si possono comprendere i pericoli potenziali dell'uso della cocaina. Un chirurgo (ce ne sono tanti) che usa la cocaina tenderà ad essere più temerario e sopravvaluterà le sue capacità. Ciò che desidera verrà confuso con ciò che può essere realizzato. Ma anche chi si occupa di finanza avrà lo stesso comportamento. Un broker dedito all’uso della cocaina, per sostenere ritmi di lavoro intensi, avrà una ridotta percezione del rischio anzi ne sarà attratto perché sotto l’azione della cocaina si cercano stimoli sempre più eccitanti. Agirà così senza prudenza, con spericolatezza e con una valutazione idealizzata e ottimistica delle conseguenze delle sue azioni.Se consideriamo la diffusione della cocaina nel mondo degli operatori finanziari, come ha ricordato anche Jaques Attali, si può immaginare che essi diano vita ad un sistema caratterizzato dalla temerarietà e dalla irresponsabilità. Per i destini economici della società questo è un grave pericolo di cui poco si parla e su cui poco si riflette. Chi conosce da vicino i cocainomani sa che non conviene affidare a loro nulla: sia che si tratti di risparmi, figli, automobili, sia il proprio corpo su un tavolo operatorio, oppure la conduzione della cosa pubblica. A Barcellona si sono posti il problema dei medici che fanno uso di droga. Da noi non c’è traccia di preoccupazione. Anche per i giovani non ci sono strategie di contrasto: i primi contatti con la cocaina si registrano ormai intorno ai 13 anni, con una certa frequenza. C’è persino chi sostiene il proprio ritmo di studio così…Ma quale tipo di cittadino ci dovremo aspettare da giovani esposti all’uso della cocaina nel corso di quel periodo ( altamente prezioso per la formazione dell’individuo) che è l’adolescenza? Che effetti avrà la lunga abitudine all’illegalità, alla mancanza di rispetto per il proprio corpo? Che ne sarà di quelle ragazze che hanno conosciuto il sesso fra i fiumi della cocaina?. E che cosa succederà nel loro cervello, visto l’effetto altamente dannoso della cocaina sul tessuto cerebrale? Il cervello è un organo eccezionale, ma molto delicato. La cocaina lo maltratta pesantemente. Queste alterazioni, fra vent’anni, porteranno ad un incremento di soggetti ancora relativamente giovani ma con segni di deterioramento delle capacità. Si può già ipotizzare anche un aumento di spesa (pubblica?) per assistere queste persone che, per i bagni di dopamina favoriti dalla coca, sviluppino sindromi parkinsoniane e pseudo demenze.Nonostante molto di tutto questo sia noto, è difficile far comprendere la portata del danno ai consumatori e alle persone loro vicine( mogli, mariti, genitori). Come pure non appare chiara la capacità della cocaina di danneggiare le caratteristiche che fanno di una persona un cittadino responsabile.
Siamo ancora legati ad un'idea della droga plasmata sul modello dell'eroina che generava un pericolo sociale per gli scippi di disperati alla ricerca di una dose. L'eroina uccideva senza clamore, nei parchi delle periferie. La cocaina uccide perché produce temerarietà, irresponsabilità, autoesaltazione, incapacità di valutare le conseguenze e coinvolge in questi disastri gli altri. Siccome non si vedono siringhe in giro, e il gesto di assumere la cocaina non è cruento ( salvo i casi ormai poco diffusi dell'uso in vena) assomiglia ad una inalazione di viks vaporub, ciò illude circa una sua supposta innocuità. La dipendenza che produce non è fisica, con le tipiche crisi viscerali dell'astinenza da eroina, è psichica: rimane nella memoria dei consumatori, tatuato in profondità, il ricordo di un'esperienza di sè che appare quanto di meglio si possa sperimentare. E invece è l’inizio della fine, anche per una società.
- Furio Ravera - |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Novembre 2009 19:49 |
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L’aripiprazolo nella prevenzione delle ricadute nell’abuso di cocaina. |
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Scritto da equipe
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Giovedì 01 Ottobre 2009 17:49 |
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Su Psychopharmacology (Berl) è stata recentemente pubblicata (25 settembre 2009) una ricerca di Feltenstein M.W., Do P.H. e See R.E. sull’utilizzo dell’Aripiprazolo nella prevenzione della ricaduta nell’abuso di cocaina. L’Aripiprazolo è una molecola caratterizzata da attività agonista parziale sui recettori D2 e D3 della dopamina con riconosciuto effetto antipsicotico e stabilizzatore del tono dell’umore. Lo studio in questione utilizza un modello animale murino di ricaduta e valuta gli effetti del trattamento ripetuto con Aripiprazolo sulla ricerca di cocaina dopo l'astinenza, durante il condizionamento indotto da segnale e in fase di disintossicazione nei ratti.I risultati dello studio vanno nella direzione di una maggiore consistenza dell’ipotesi di efficacia dell’Aripipraziolo nella prevenzione della ricaduta nell’abuso di cocaina. Nello stesso studio si pone l’accento sul possibile utilizzo di tale molecola nel trattamento in soggetti abusatori di cocaina con schizofrenia o disturbo bipolare in comorbidità. Alcuni altri studi sono tuttora in corso in questa direzione. |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Ottobre 2009 18:03 |
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Neurotossicità della Cocaina. |
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Scritto da equipe
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Giovedì 24 Settembre 2009 17:16 |
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Negli studi sulla neurotossicità della Cocaina sta aumentando l’attenzione verso le cellule gliali cerebrali. Le cellule gliali sono il comparto anatomico-funzionale con attività nutritiva, di sostegno strutturale e di protezione per i neuroni. In passato si è teso a considerare queste cellule dei "trasportatori passivi" e quindi indenni ad effetti tossici dovuti alla cocaina. In un recente studio pubblicato su Neurochemical Research (Badisa RB, Darling-Reed SF, Goodman CB, 16 settembre 2009) emergono i seguenti rilievi su un campione di cellule gliali di ratti C6: il trattamento cronico con cocaina (24 e 48 ore) ha causato perturbazioni significative in architettura generale della morfologia delle cellule gliali con la perdita significativa di vitalità cellulare. In particolare si registrano la perdita del potenziale di membrana mitocondriale, una massiccia vacuolizzazione e l'inibizione di due fasi del ciclo cellulare. Tale studio contribuisce a rendere evidente la complessità dell’effetto tossico sul Sistema Nervoso Centrale dell’uso di Cocaina e la sua pericolosità. |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Settembre 2009 17:22 |
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