Cocaina News
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Alterazione dei livelli di dopamina e serotonina cerebrali negli abusatori di cocaina: una relazione preliminare |
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Giovedì 16 Luglio 2009 16:56 |
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KY Little, UN Patel, TB Clark and JD Butts Dipartimento di psichiatria dell’università del Michigan, Ann Arbor, USA Obiettivo: questo studio ha verificato l’ipotesi che la cocaina diminuisca i livelli di dopamina nel cervello. Metodo: i livelli di dopamina, serotonina e di altri metaboliti nella corteccia prefrontale e nel corpo striato sono stati determinati da materiale autoptico postmortem di nove abusatori di cocaina e di nove soggetti di controllo che non avevano mai usato cocaina. Risultati: gli abusatori di cocaina avevano livelli di dopamina significativamente inferiori e livelli di serotonina superiori nella corteccia frontale rispetto ai soggetti del gruppo di controllo. I livelli in altre parti del cervello non differivano tra i due gruppi. Conclusioni: Le alterazioni dei livelli di dopamina e serotonina potrebbero contribuire ai sintomi di ritiro e di craving da cocaina. |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Agosto 2009 14:39 |
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Morfologia quantitativa del nucleo caudato e del putamen nei pazienti dipendenti da cocaina |
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Giovedì 16 Luglio 2009 15:25 |
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Leslie K. Jacobsen, M.D., Jay N. Giedd, M.D., Christopher Gottschalk, M.D., Thomas R. Kosten, M.D., and John H. Krystal, M.D. Obiettivo: I deficit della funzione dopaminergica potrebbero influire nell’ipertrofia delle strutture striate associate durante il trattamento con neurolettici tipici. Alla luce delle ricerche che hanno associato l’uso cronico di cocaina con sintomi extrapiramidali e deplezione dopaminergica striatale, gli autori hanno cercato delle prove di una dismorfologia striatale nei pazienti con una dipendenza cronica da cocaina. Metodo: il volume del nucleo caudato, del putamen e i volumi cerebrali totali sono stati quantificati tramite risonanza magnetica in 25 soggetti cocaino-dipendenti e 20 soggetti sani. Risultati: I volumi normalizzati del nucleo caudato e del putamen erano più grandi, rispettivamente, del 3.40% e del 9.18% nei soggetti cocaino-dipendenti rispetto ai soggetti sani. Conclusioni: queste osservazioni suggeriscono che deficit nella funzione dopaminergica associati alla dipendenza da cocaina possono contribuire alla ipertrofia delle strutture striate cerebrali. Am J Psychiatry 158:486-489, March 2001 © 2001 American Psychiatric Association |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Agosto 2009 14:56 |
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Un’analisi della reattività fra persone dipendenti da cocaina schizofreniche e non schizofreniche |
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Giovedì 16 Luglio 2009 14:46 |
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David A. Smelson, Psy.D., Miklos F. Losonczy, M.D., Ph.D., Chris Kilker, B.A., Aron Starosta, Ph.D., Jacob Kind, Ph.D., John Williams, M.D. and Douglas Ziedonis, M.D., M.P.H. Obiettivo: Le persone con schizofrenia e dipendenza da cocaina, vanno incontro a maggiori ricadute psichiatriche ed abuso di sostanze, con esiti a lungo termine peggiori rispetto a persone con una sola di queste condizioni. Questo studio ha esaminato se gli individui con dipendenza da cocaina e schizofrenia provano maggiore craving ad uno stimolo elicitante rispetto a individui non schizofrenici. Metodi: 91 partecipanti, dipendenti da cocaina, che sono rimasti astinenti dalla cocaina per almeno 72 ore, sono stati reclutati dal programma di trattamento delle sostanze del sistema sanitario del New Jersey. Lo studio ha usato un protocollo di esposizione allo stimolo per elicitare il craving verso la cocaina. E' stato usato uno strumento di self-report per misurare i cambiamenti dalla baseline in quattro aree: intensità del craving, umore depresso o felice, energia aumentata o diminuita, salute fisica o malattia. Risultati: i partecipanti schizofrenici (35) hanno riportato craving verso la cocaina significativamente maggiore rispetto ai soggetti non schizofrenici (56). Quando i dati dei partecipanti, che erano stati reattivi allo stimolo, sono stati analizzati senza tenere in considerazione la diagnosi, è emerso che il 97% dei partecipanti dipendenti da cocaina schizofrenici hanno reagito allo stimolo, rispetto al 43% dei soggetti non schizofrenici. Conclusioni: le ricerche future sulla dipendenza da cocaina dovrebbero prestare maggiore attenzione al craving, in particolar modo tra i pazienti con disturbi psichiatrici coesistenti. Psychiatr Serv 53:1612-1616, dicembre 2002 © 2002 American Psychiatric Association |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Luglio 2009 14:50 |
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Caratteristiche dei pazienti dipendenti da cocaina che tentano il suicidio |
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Giovedì 16 Luglio 2009 14:16 |
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Alec Roy, M.D. Obiettivo: Sebbene il comportamento suicidario sia frequente tra i pazienti dipendenti da cocaina, è stato poco studiato. L’autore ha esaminato le caratteristiche dei pazienti dipendenti da cocaina che hanno tentato il suicidio. Metodo: I pazienti dipendenti da cocaina che hanno tentato il suicidio (84) sono stati comparati con pazienti dipendenti da cocaina che non hanno mai tentato il suicidio (130) considerando variabili cliniche, personali, fisiche e psichiatriche. Risultati: Emerge, con rilevanza statisticamente significativa, che i soggetti che hanno tentato il suicidio erano principalmente donne con alle spalle comportamenti suicidari nella storia familiare; questi soggetti, inoltre, hanno riportato maggiori traumi infantili ed erano significativamente più introversi, nevrotici e ostili. I pazienti che avevano precedentemente tentato il suicidio avevano anche una maggiore comorbidità con dipendenze da alcool e/o oppiacei, maggiore depressione e disturbi fisici. Conclusioni: Le implicazioni cliniche conclusive sono: la famiglia, la giovane età, la personalità e fattori di rischio fisici e psichiatrici possono contribuire a comportamenti suicidari in pazienti dipendenti da cocaina. |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Luglio 2009 16:37 |
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Disfunzione della corteccia prefrontale in abusatori di cocaina astinenti |
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Lunedì 13 Luglio 2009 15:25 |
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Karen Bolla, Ph.D., Monique Ernst, M.D., Ph.D., Kent Kiehl, Ph.D., Maria Mouratidis, Psy.D., Dana Eldreth, B.A., Carlo Contoreggi, M.D., John Matochik, Ph.D., Varughese Kurian, M.S., M.H.S., Jean Cadet, M.D., Alane Kimes, Ph.D., Frank Funderburk, M.A. and Edythe London, Ph.D. Il giro del cingolo anteriore (ACC) e la corteccia laterale prefrontale (LPFC) sono regioni cerebrali importanti per le funzioni cognitive esecutive (ECF). Abbiamo determinato il funzionamento dell’ACC e della LPFC in soggetti abusatori di cocaina astinenti da 23 giorni usando la tomografia a emissioni di positroni (PET H215O) durante la somministrazione del test di Stroop. Gli abusatori di cocaina hanno mostrato una minore attivazione rispetto ai soggetti non abusatori nel ACC sinistro e nella LPFC destra e una maggiore attivazione nel ACC destro. Un consumo settimanale medio di cocaina è correlato negativamente all’attività del ACC rostrale e della LPFC destra. La perturbazione delle ECF negli abusatori di sostanze potrebbe interferire con i tentativi di interrompere l’uso di droghe e minare il trattamento. L’indebolimento delle ECF potrebbe essere una caratteristica di vari disordini neuropsichiatrici, queste scoperte hanno un’applicazione che va oltre la neurobiologia della dipendenza. |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Agosto 2009 14:56 |
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